Il digitale nel reale

Modena Play, fiera del gioco. Un appuntamento che attendo per un anno intero, un pò come il Natale, l’occasione per immergermi in un turbinio di giochi da tavolo e cosplay che mi dà per un giorno l’illusione di avere ancora tempo per giocare e per ricordarmi che giocare non ha età, che giocare è una cosa seria.

Quanto possiamo fare oggi con gli strumenti digitali? L’ho scoperto alcuni giorni fa, in occasione di Modena Play, una fiera dei giochi da tavolo a cui cerco di partecipare (non sempre con successo) tutti gli anni. Quest’anno, per l’ennesima volta, lancio l’idea agli amici che per un pò si mostrano entusiasti ma poi, piano piano, si defilano. Storia già vista con il sottoscritto che si ripromette di partecipare anche da solo ma che poi, puntualmente, si adegua all’andazzo e rimane a casa per poi pentirsene il giorno stesso, quando ormai è troppo tardi.

Ma questa volta doveva finire diversamente…

E allora eccomi il sabato sera a consultare rome2rio.com per vedere quali soluzioni di viaggio esistono per raggiungere la fiera di Modena. In un’unica pagina mi vengono mostrate le soluzioni con il treno, con l’auto e pure con un pullman. A colpo d’occhio è chiaro che la soluzione macchina è la più veloce ma a livello economico è paragonabile al treno che mi permetterebbe di sfruttare meglio il tempo del viaggio. Con due clic mi accorgo però che gli orari non sono conciliabili con il mio desiderio di arrivare ad un orario decente in fiera. Opto quindi per la soluzione macchina, vado su viamichelin.it, faccio calcolare  tempo e costi precisi. Troppo alti, viaggiando solo non ne vale la pena, meglio fare i conti con desideri insoddisfatti che con il portafoglio.

Ma non è detta l’ultima parola, proviamo con blablacar.it, un servizio che mette in contatto chi viaggia e ha posto libero in auto con chi vorrebbe viaggiare ma auto non ha. Senza neanche fare la registrazione scopro che un certo Matteo andrà con la sua compagna proprio alla Fiera di Modena e che se ne andrà solo alla chiusura: un infottato come me, fantastico! Ma la cosa ancora più bella è che chiede un rimborso assolutamente onesto di 9 euro. Potrei quindi andare a Modena con 9 euro invece che sborsarne 36, ottimo!

Via con la registrazione, così posso controllare il tipo di auto, con chi viaggia, da dove parte, se è uno che vuole parlare o ascoltare la musica. Tutto è perfetto! Avanti con la mia candidatura a suo passeggero.

Nel frattempo con google maps faccio calcolare tempi e percorso per raggiungere il luogo di ritrovo, verifico gli orari e trovo la soluzione perfetta per arrivare puntuale. Opto per raggiungere da casa mia in macchina una stazione più servita, poi treno e metropolitana faranno il resto.

Dato che inizia ad essere un pò tardi però avrei bisogno di contattare il mio autista per avere una conferma rapida del passaggio, trovo il numero di cellulare, gli mando un sms, lui mi risponde immediatamente, molto cordiale, due accordi due e tutto è definito.

Tempo richiesto fino ad ora: 15 minuti.

Decido di continuare con la mia avventura tra i servizi digitali per il viaggio.

Vado su trainline.eu, un sito inglese ma che fornisce molti servizi, dalle informazioni sugli orari, le coincidenze, i trasbordi fino all’acquisto del biglietto proseguendo con promemoria relativi ai biglietti acquistati. Compro il biglietto del treno, pago con carta di credito, tempo richiesto per tutta l’operazione: 8 minuti.

E’ il momento dell’acquisto del biglietto della FIera. Una sola volta mi sono presentato senza biglietto ai cancelli e mi sono detto: mai più! Qui la cosa è un filo più macchinosa, perchè è richiesta la registrazione sul sito del vendor di biglietti ma in pochi minuti me la sbrigo. In compenso colgo l’occasione per fare il mio primo acquisto con Satispay, un sistema innovativo di pagamento che permette di pagare tramite addebito direttamente sul conto corrente bancario senza alcuna commissione per l’acquirente per acquisti sotto i 10 euro. Non è quindi necessario avere una carta di credito per fare acquisti online come anche al bar convenzionato per pagare un caffè (e permette anche di scambiarsi soldi tra utenti…).

Controllo la casella di posta e trovo sia il biglietto del treno che il biglietto della fiera: stampo tutto per non avere sorprese ma in entrambe i caso sarebbe bastata la mail di confema visualizzata sullo smartphone. Ma metti che dimentico di caricarlo la notte prima? a scanso di equivoci, meglio stampare tutto… che poi sono due fogli….

Vado a dormire agitato come un maturando la notte prima degli esami perchè penso alla mia prima esperienza con blablacar: come saranno realmente i miei compagni di viaggio? faremo conversazione o saranno due ore di imbarazzato silenzio? meglio dormire sul divano per non disturbare mia moglie con una sveglia domenicale alle 6.00.

E’ mattina, parto con il primo tratto, casa-stazione. Fila tutto liscio (ci mancherebbe…), arrivo in stazione e vado direttamente sul binario, benedico i 10 minuti di sonno in più che ho fatto grazie al fatto di non aver dovuto fare il biglietto in stazione. Di domenica mattina, non si buttano via neanche 10 minuti!

Salgo sul treno, leggo il promemoria automatico di trainline riguardo l’imminente partenza del treno (grazie, ma non ce n’era bisogno…), sto per mettermi a fare il biglietto della metropolitana dall’app di ATM ma mi ricordo che mio fratello è dall’altra parte del mondo e che, dato il fuso orario, chiamarlo ora non l’avrebbe disturbato. Chiamata via whatsapp gratuita e di ottima qualità, altro che le telefonate tradizionali.

Arrivo a Milano Cadorna, esco dai tornelli speciali sotto lo sguardo attento del personale Trenord e mi chiedo come avrei fatto a superarli in mancanza del biglietto tradizionale. La risposta mi perseguiterà per il resto della giornata ma me ne faccio una ragione. Lo sguardo cade sulla serranda chiusa dell’edicola dove avrei voluto fare il biglietto. Ma ormai il filo rosso di queste ultime 24 ore è steso: ogni ostacolo è un’occasione. E allora questo è il segnale che la metro oggi non fa per me, guardo fuori dalla stazione e la risposta è davanti a me: bikesharing. Ma non il classicone storico di Milano BikeMi, ottimo servizio, ottime biciclette ma penalizzato da una procedura che ricordavo un pò macchinosa per chi ne fa un uso saltuario. Vedo le Mobike, piccole biciclette dal design compatto (pure troppo, scoprirò presto) ma con un sistema di noleggio estremamente semplice. Scarico al volo l’app, faccio la registrazione e inserisco i dati della carta di credito, carico 5 euro nel mio borsellino, scansiono il codice presente sulla bicicletta e un “clack” mi avvisa che il blocco alla ruota è stato rimosso e la bici è pronta a portarmi per le strade di Milano. Apro Waze, imposto la meta (sono solo 3 km! mi dico fiducioso…) e tenendo in mano lo smartphone mi lancio sulla strada. Non percorro più di 500 m che già inizio a nutrire i primi ripensamenti circa la bicicletta, in effetti un pò troppo simile alla graziella di mia nonna ma con le ruote ancora più piccole. Il pavè di Milano conferma i miei foschi pensieri per cui, senza badare al codice della strada, occupo il marciapiede ogni volta che mi è possibile, favorito anche dall’orario mattutino della mia biciclettata. Il lato positivo è che l’esercizio fisico riesce a svegliarmi definitivamente e che, arrivato a destinazione, lascio la bicicletta praticamente davanti alla portiera di Matteo. Richiudo fisicamente il lucchetto, mi arriva la notifica di conferma dell’avvenuta chiusura del lucchetto e il costo: 50 centesimi di euro. E’ ora di conoscere i miei compagni di viaggio…

Ora… la vita è sempre molto curiosa a chi la sa guardare con gli occhi giusti, e i casi fortuiti sono sempre più di quelli che la statistica prevederebbe, ma devo dire che la mia prima esperienza con blablacar è stata esaltante, pur trattandosi di un semplice passaggio in auto. Avrà sicuramente giocato un ruolo importante il fatto che noi si andasse tutti in un luogo specifico e che quindi avevamo interessi in comune ma l’esperienza di conoscere persone e di dover, e poter, condividere un tempo breve e determinato della nostra esistenza in uno spazio ristretto come l’abitacolo di una macchina credo sia una delle più belle che si possono vivere. Ok, forse sto esagerando, ma non mi stupirei se qualcuno un giorno ci facesse un libro sui suoi incontri fatti con blablacar…

 

ps: non sono riuscito a trattenermi e ho controllato… Amazon riporta un libro solo sull’esperienza di viaggio con Blablacar, un titolo spagnolo. Aspiranti scrittori, fatevi avanti!

ps2: se decideste di provare a usare Satispay, ricordatevi di inserire in fase di registrazione il codice FABRIZIOR, con quello che mi verrà riconosciuto vi offro un caffè! 😉

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *