10 motivi per preferire Zoom a Meet

E’ meglio Zoom o Meet? Come funziona Zoom? Come si usa Zoom? Cosa può fare Zoom? Cosa scelgo, Zoom o Meet, per le mie videoconfereze? Meglio Zoom o Meet per la didattica a distanza, quale piattaforma è meglio?

La mia risposta è netta: Zoom batte Meet 10 a zero. Sono infatti 10 i motivi per cui ritengo Zoom superiore a Meet. In questo video, raccolgo le 10 funzioni che Zoom possiede e che mancano a Meet e che rendono Zoom il vincitore di questa gara: al confronto Meet sembra un gioco per bambini. Per completezza li elenco anche più sotto, nell’ordine con cui li presento nel video:

10) la visione d’insieme: Zoom permette di vedere tutti i partecipanti in una volta sola. Su uno schermo normale si possono visualizzare fino a 25 miniature, un colpo d’occhio molto coinvolgente.
9) il creatore (host) della conferenza può chiudere la videoconferenza per tutti con un solo pulsante. Nesssuno può rimanere nella stanza se l’host ha abbandonato (a meno che non ceda la conduzione a qualcun’altro). Un ulteriore strumento per poter controllare l’attività online dei ragazzi ed evitare che usino in maniera sconveniente gli spazi virtuali che gli pemttiamo a disposizione.
8) La waiting room con i messaggi: per evitare lo Zoombombing è importante impedire l’accesso diretto alla riunione. Chi entra, oltre ad avere il codice e la password (che però possono essere date da uno studente intenzionato a far creare scompiglio ad un amico) deve anche essere accettato dall’insegnante. Se compaiono partecipanti che non riconosciamo, possiamo comunicare con loro via chat anche se sono nella waiting room e chiedere chiarimenti e, all’occorrenza, lasciarli fuori fino a che non chiariscono la loro identità oppure li rimuoviamo direttamente senza dare loro la possibilità di dar fastidio.
7) controlli immediati e unici: con un unico pulsante rendo muto o apro il microfono a TUTTI i partecipanti. Molto comodo
6) La scelta di quale schermata condividere avviene tramite la scelta di un’anteprima: è così molto più facile individuare che cosa vogliamo mostrare agli studenti
5) il controllo remoto: quando un partecipante condivide lo schermo può dare la possibilità ad un’altra persona di usare il proprio schermo come se ci si trovasse davanti (ad eccezione dell’uso della tastiera). Indispensabile quando dobbiamo aiutare nell’uso del pc persone che fanno fatica a comprendere le nostre indicazioni.
4) Condivisione di una lavagna: è una vera e propria lavagna su cui tutti i partecipanti possono scrivere. Si possono fare più schermate, navigare tra le lavagne create, salvarle e ricondividerle al termine delle lezioni
3) la comunicazione non verbale: gli studenti possono far comparire, accanto al loro nome, dei simboli che possono comunciare dei messaggi semplici (si, sono d’accordo, no, non sono d’accordo, ho bisogno di una pausa, non sono davanti al computer, vada più piano, vada più veloce, vada vanti, torni indietro, prima, dopo, ecc) in maniera molto rapida, senza bisogno di aprire il microfono e dando subito una indicazione numerica del numero di persone che hanno scelto quel simbolo.
2) Pannello delle opzioni: accedendo al nostro account via web è possibile impostare moltissime di queste opzioni che aggiungono o limitano tutte queste funzionalità. Per una esperienza personalizzata che va incontro alle diverse esigenze e situazioni di ciascuno
1) Breaking room: il top, la funzione principe. Da sola vale la scelta di Zoom. L’host può decidere di suddividere i partecipanti in un numero a sua scelta di stanze. I partecipanti delle singole stanze possono essere casuali o spostati a discrezione dell’host. I partecipanti delle stanze possono parlare tra di loro, condividere lo schermo e la lavagna. In caso di bisogno possono chiamare l’insegnante che riceverà una notifica per raggiungere direttamente l’aula che ha richiesto la sua assistenza. Il massimo per creare partecipazione e coinvolgimento.

C’è bisogno di dire altro?

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